Mondiali 2006, l’Italia è campione del mondo per la quarta volta

In Storie di Sport
mondiali 2006

Nel 2006 la Juventus festeggia il ventinovesimo scudetto, ma l’aria di festa dalle parti di Torino è guastata dal bubbone che sta per scoppiare: sui giornali escono fiumi di intercettazioni che coinvolgono i dirigenti bianconeri e che daranno vita a Calciopoli, una delle pagine più buie del nostro calcio.

Ci sarà un processo storico, sconquassi che riscriveranno la geografia della serie A, carriere finite, altre che accelerano, scudetti che vanno ed altri che verranno assegnati.

In questo caos totale ci sarebbe però da giocare un mondiale. Eh già, i mondiali 2006 di calcio per l’Italia non iniziano nel migliore dei modi. Anzi non sono neanche iniziati, che le polemiche sono già al calor bianco.

Sì perché il selezionatore è Marcello Lippi, che ha fatto la storia del club bianconero, in porta c’è Gigi Buffon, a vestire la fascia di capitano è Fabio Cannavaro e molti altri juventini compongono la rosa di quella nazionale.

Visto ciò che sta uscendo sulla Juventus, per molti sarebbe il caso di dare il benservito a qualcuno: via Lippi, che ha il figlio coinvolto nella Gea, via Buffon che per alcuni è implicato in scommesse su altri sport e via Cannavaro, troppo vicino a Moggi.

Il CT è tentato dalle dimissioni, ma la moral suasion operata dal nuovo commissario della FIGC, Guido Rossi ha buon esito, la missione mondiali 2006 può avere inizio.

Mondiali 2006: via ai gironi

In Germania gli azzurri ritrovano un po’ di serenità, le polemiche nostrane sono lontane e ad Hannover, l’Italia fa il suo esordio nel girone E contro il Ghana. Gli azzurri sembrano essere pienamente a fuoco e si impongono per 2-0 con le reti di Pirlo e Iaquinta.

La seconda gara è contro gli Stati Uniti, ma le cose non vanno esattamente come dovrebbero, con un 1-1 che lascia l’amaro in bocca soprattutto per l’autogol di Zaccardo che va ad impattare il gol del vantaggio di Gilardino e l’espulsione rimediata da De Rossi. L’autogol di Zaccardo, resterà l’unico gol subito dagli azzurri su azione.

La terza gara sarà ad Amburgo contro la Repubblica Ceca e risulta decisiva non solo per la qualificazione, ma anche per il percorso successivo: con un pareggio infatti si rischia di prendere il Brasile, mentre con una vittoria si accede ad una parte di tabellone più abbordabile.

Pronti via e si fa male Alessandro Nesta, perdere uno dei più forti centrali del mondo è una brutta botta, ma per una di quelle congiunzioni astrali particolari, tocca a Marco Materazzi, uno degli uomini del destino del mondiale 2006.

E’ proprio il difensore interista a sbloccare il risultato con un bel colpo di testa e nel finale a fissare il risultato sul 2-0 ci pensa Pippo Inzaghi.

Mondiali 2006: fase ad eliminazione diretta

Come previsto il sorteggio è più amichevole, ci tocca l’Australia, anche se si tratta in realtà di una squadra ostica molto ben messa in campo da Guus Hiddink. La prima parte dell’incontro non offre grandi spunti agli azzurri, la partita è bloccata e all’inizio della ripresa arriva anche l’espulsione di Materazzi, che costringe gli uomini di Lippi a difendersi. Lo sbocco ai supplementari sembra ormai inevitabile, ma ecco che entra in scena un altro uomo del destino: Fabio Grosso. Siamo oltre il novantesimo e l’esterno del Palermo entra in area, dove viene atterrato da Neill: è rigore.

Sul dischetto non può che andare Francesco Totti, che questa volta non fa il cucchiaio, ma che comunque segna il gol decisivo, si va ad Amburgo.

Per i quarti di finale l’avversario è l’Ucraina di Schevchenko. Agli uomini di Blokhin tocca in sorte quella che sarà la migliore Italia vista fino a quel momento. La partenza è subito forte, con gli azzurri avanti già al sesto minuto con Zambrotta, che salverà poco dopo la porta di Buffon e sarà autore di una partita mostruosa.

E’ anche, finalmente, la partita di Luca Toni, autore di una doppietta che fissa il risultato sul 3-0 per l’Italia. Il gruppo azzurro gira a mille, con una difesa granitica, guidata da uno scintillante Cannavaro e dal baluardo insuperabile Gigi Buffon. Ma adesso si vola a Dortmund, dove ad attenderci c’è la Germania.

I padroni di casa al Westfalenstadion, lo stadio del Borussia Dortmund, non hanno mai perso negli ultimi 30 anni. Inoltre, tanto per rendere il clima ancora più caldo, arrivano le richieste del procuratore sportivo Palazzi: serie C per la Juventus e serie B per Milan, Fiorentina e Lazio. Una valanga.

Ma evidentemente quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare e gli azzurri non si fanno intimidire. L’Italia gioca con personalità, raccoglie qualche occasione, più o meno pareggiata dai tedeschi e con un ritmo più blando si arriva al termine dei 90 minuti.

L’avvio dei supplementari è choccante, con il palo di Gilardino e la traversa di Zambrotta. Lippi evidentemente sente che la partita si può chiudere e inserisce Del Piero per Perrotta.

Nel secondo supplementare c’è tempo anche per un grande intervento di Buffon, ma arriva il 13′ minuto ed è il minuto dell’uomo del destino dei mondiali 2006: Fabio Grosso riceve da Pirlo la palla sulla destra del fronte d’attacco azzurro, è all’interno dell’area di rigore e lascia partire un tiro a giro con l’interno sinistro che batte Lehman e che fa partire il delirio; di Grosso che non ci crede, degli altri azzurri, di Lippi, di quei 5.000 italiani assiepati al Westfalenstadion e di milioni di italiani davanti al televisore.

Ma la magia non è finita, un minuto dopo Alex Del Piero si invola verso la porta tedesca e batte Lehman con un destro sotto l’incrocio dei pali. E’ finita, andiamo in finale, i tedeschi ancora una volta si devono inchinare all’Italia.

Mondiali 2006: la finale

A Berlino, l’Italia affronterà la Francia di Zinedine Zidane, che dopo un girone così così ha trascinato i suoi nei turni ad eliminazione diretta, facendo fuori nell’ordine Spagna, Brasile e Portogallo.

La partita è spigolosa, dura e piuttosto fallosa e per l’Italia non si mette bene: al 7′ minuto Materazzi atterra Malouda e l’arbitro assegna il calcio di rigore. A batterlo non può essere altri che Zidane, che tira una specie di cucchiaio che sbatte sulla traversa e batte Buffon. L’Italia è sotto per la prima volta nel torneo.

La reazione degli azzurri è piuttosto fiacca, ma al 19′ minuto Materazzi rimedia al fallo commesso con una splendida incornata su calcio d’angolo battuto da Pirlo. E’ 1 – 1.

Dopo una traversa di Toni ed un gol annullato a Iaquinta, si arriva al 90′ di una partita che non offre ulteriori emozioni.

Al 104′, Buffon compie un intervento straordinario su colpo di testa di Zidane, con il campione francese quasi incredulo. Pochi minuti dopo, accade l’imprevedibile: Zidane e Materazzi salgono verso la metà campo francese quando dopo uno scambio di battute tra i due, il francese fa dietrofront e da una testata al petto di Materazzi, che stramazza a terra. Il mondiale di Zidane, finisce lì e finisce anche la partita: si va ai calci di rigore per la seconda volta nella storia dei mondiali. La prima volta era ad USA ’94 e non andò proprio benissimo.

Ma questa volta è diverso, Lippi non ha difficoltà ad individuare coloro che batteranno, tutti si rendono disponibili, hanno la garra, sentono l’odore del sangue, vogliono quella coppa.

Dopo quattro rigori calciati gli azzurri sono andati tutti a segno, per i francesi invece ha sbagliato il più “italiano” di tutti, David Trezeguet, l’uomo che ci aveva punito ai mondiali del 2000.

Sul dischetto va l’uomo del destino. E’ Fabio Grosso, è un cerchio che si deve chiudere. E si chiude. Fabio fissa il punto dove mettere la palla e poi calcia. E’ finita, è delirio, stringiamoci tutti, l’Italia è campione del mondo per la quarta volta.

 

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