La prima vittoria di Valentino Rossi con la Yamaha

In Storie di Sport
La prima vittoria di Valentino Rossi con la Yamaha

Nel 2003 Valentino Rossi è di gran lunga il miglior pilota del pianeta. Praticamente non ha rivali, dal 2000 guida la miglior moto disponibile, cioè la Honda e arriva dalla vittoria dell’ultimo mondiale disputato come classe 500 nel 2001 e dai primi due della neonata MotoGP, nel 2002 e nel 2003.

Praticamente non c’è mai stata storia in quei tre anni iridati, Vale ha cannibalizzato il motomondiale, facendo una collezione infinita di primi posti.

L’addio alla Honda

E’ il momento del rinnovo del contratto, la trattativa parte ma non decolla. I giapponesi sono convinti che in fondo non sia così difficile, hanno una moto nettamente superiore alle altre, e ai piloti piace vincere, in fondo non sarà difficile trovare la quadra.

Il mio lavoro alla Honda è finito, non posso ancora dire dove andrò, ma sarà una grande sfida, e immagino che tutti saranno contenti, perché la MotoGP sarà ancora più interessante
-Valentino Rossi
Ma Valentino non è convinto, a ventiquattro anni ha già vinto ciò che la maggior parte dei piloti nemmeno si sogna. Certo, potrebbe continuare a vincere con quella moto fantastica, ma forse sarebbe troppo facile.

Anzi è troppo facile e allora non sia mai che qualcuno salti fuori a dire che Rossi vince perché ha il mezzo migliore. “Eh beh, con quella moto lì vincerebbe chiunque”. Chissà se magari mentre immagina di sentire questa frase, automaticamente gli viene da associare il volto di Max Biaggi.

Magari sì, e allora tutto diventa inaccettabile, serve una nuova sfida, serve far capire a tutti che il manico è il manico, importa fino ad un certo punto quale moto monta.

La decisione è presa, l’addio alla Honda è cosa fatta e viene convocata una breve conferenza stampa: “Il mio lavoro alla Honda è finito non posso ancora dire dove andrò, ma sarà una grande sfida, e immagino che tutti – tifosi e giornalisti – saranno contenti, perché la MotoGP sarà ancora più interessante”. Addirittura chiede ai giapponesi di liberarlo prima del 31 Dicembre, perché vuole iniziare subito la nuova avventura.

In Honda sono relativamente tranquilli anche se dispiaciuti, quella moto vola e continuerà a volare anche senza Rossi. Ma non sarà così.

Rossi in Yamaha

Valentino sceglie la Yamaha, che non vince il mondiale ormai da 12 anni. E non lo vincerà in quel 2004, primo anno anno di Rossi, perché il ritardo tecnologico è troppo rispetto a casa Honda, non c’è il tempo per colmare il gap accumulato in tanti anni in pochi mesi.

Certo lo pensano in molti, ma non Vale Rossi, lui non ci sta a fare anticamera, lui vuole vincere. Sempre.

Si corre in Sudafrica

Prima o poi si doveva pur iniziare, i test invernali sono finiti e il motomondiale finalmente ha inizio. Per la prima gara l’appuntamento è in Sudafrica, a Welkom, circuito di Phakisa il 18 Aprile del 2004.

Gli avversari principali sono due: Sete Gibernau, che ha preso il suo posto nel team Honda e Max Biaggi, che guida una Honda semi-ufficiale.

Nei primi giri la battaglia coinvolge tutti e tre, con sorpassi e controsorpassi, poi Gibernau si stacca e la battaglia per il primo posto è una vicenda tra Rossi e Biaggi.

Forse neanche nei sogni Vale avrebbe immaginato una gara così, forse neanche il miglior sceneggiatore avrebbe saputo scrivere una trama così avvincente. E’ battaglia vera, dura, tosta, i due si scambiano la prima posizione più volte, ma alla fine a spuntarla è il campione del mondo in carica. L’impossibile è successo, l’invincibile Honda è staccata e Valentino è già a caccia del titolo mondiale, contro tutte le previsioni della vigilia.

A fine gara c’è il tempo per una bella stretta di mano con Biaggi, evento raro, poi Vale sempre così guascone ferma la sua M1 scende e le si siede vicino, con le spalle contro il muro. La testa si piega e un po’ sussulta. Piange, molti pensano, “Non ho pianto” dirà Valentino alla fine, ma certamente l’emozione è tanta.

“Penso di aver dimostrato che il pilota è la cosa più importante. Ma devo dire che non avrei vinto se la Yamaha non avesse fatto tutto quello che ha fatto in questo ultimo periodo.
Qui comunque penso di aver guidato fortissimo, non ho mai guidato così forte in tutta la mia carriera. Oggi per vincere ho dovuto tirare il coniglio dal cappello…”

Nel video sotto, la serie di sorpassi che hanno caratterizzato il Gran Premio del Sudafrica

Valentino Rossi, “Perfect Day”

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