1998, l’anno d’oro di Marco Pantani

In Storie di Sport
marco pantani

Chissà come sarebbe oggi Marco Pantani. Chissà se avrebbe sconfitto quei demoni che se lo sono portati via il 14 Febbraio del 2004 a soli 34 anni, chissà se oggi sarebbe in pace con se stesso e con quel suo passato tormentato. Ma ormai non è più importante parlare della sua morte, ma celebrare la sua vita e le sue straordinarie imprese.

I primi anni di carriera di Marco Pantani

E’ il 1994 quando l’Italia sportiva si accorge di Marco Pantani. Sugli schermi televisivi appare un tizio mingherlino e un po’ pelato, che sul Mortirolo, una delle montagne più dure della storia del Giro, decide di attaccare lasciando dietro Evgenij Berzin ed il grande campione spagnolo Miguel Indurain.

Il tempo di riprendere fiato e sul valico di Santa Cristina lo scatto definitivo che fa vincere Marco sul traguardo dell’Aprica. E’ lì che scoppia l’amore tra gli italiani e quel ragazzo dal volto sofferente, ma che in salita non ha paura di nessuno. In quel Giro Pantani è secondo, il futuro è suo.

Ma nel 1995, quando tutti aspettano il campione romagnolo, la sfortuna comincia a mettersi sulla strada di Marco Pantani. E’ un’incidente con un’automobile che costringe Pantani a rinunciare al Giro d’Italia e puntare ad un Tour dove comunque non si presenterà in buone condizioni, pur trovando la forza di vincere all’Alpe d’Huez. Ma il 18 Ottobre di quell’anno, la carriera di Marco Pantani subirà il primo terribile stop. Durante la Milano – Torino, Pantani trova sulla sua strada un Nissan Patrol che incredibilmente viaggia sul percorso della corsa in senso opposto. Il responso dell’impatto è durissimo: frattura di tibia e perone, 4/6 mesi di stop e carriera a rischio.

Ma Marco Pantani non è tipo da arrendersi facilmente, la sofferenza è il suo pane e il cesenate affronta la riabilitazione da guerriero, rimettendosi in piedi e risalendo sulla bici.

1996/97 il ritorno

Pantani si ristabilisce, ma i grandi giri del 1996 sono persi, sarà il 1997 l’anno del riscatto di Marco, che passa alla Mercatone Uno di Romano Cenni. Ma il destino ha veramente un occhio di riguardo per Pantani, pare davvero divertirsi ad inviare al campione romagnolo una prova dopo l’altra, a testarne la resistenza e la forza d’animo.

Si tratta nientemeno di un gatto nero questa volta, come nelle migliori (o peggiori) tradizioni, un gatto nero che attraversa la strada di Marco e lo fa cadere durante una tappa di poco conto, una caduta che lascia a Pantani una profonda lacerazione nella coscia sinistra. Il giro è perduto.

Avrei voluto essere battuto dagli avversari, invece ancora una volta mi ha sconfitto la sfortuna

commentò un affranto Marco Pantani.

Si rialza di nuovo ed al Tour combatte alla grande per la maglia gialla. Vince sull’Alpe d’Huez, dove ormai è imbattibile e dove stabilisce il record dell’ascesa in 37 minuti e 35 secondi e a Morzine. Ma la strada a cronometro è troppa ed il tedesco Ullrich porta a casa la vittoria finale, con Pantani terzo dietro a Virenque.

1998, l’anno d’oro di Marco Pantani

Il 1998 sembra davvero essere l’anno buono per il Pirata di Cesenatico: nessun SUV, nessun gatto nero sulla sua strada, la preparazione procede alla grande ed arriva finalmente il Giro d’Italia.

Il pericolo principale è Alez Zulle, lo svizzero che a cronometro va fortissimo, mentre un altro da tenere sotto controllo è il russo Pavel Tonkov.

Nella prima parte del giro non accadono grandi cose, Zulle prende e perde la maglia rosa in varie occasioni e tutto rientra più o meno nelle previsioni. Marco dal canto suo si affaccia in classifica generale con la quattordicesima tappa, dove vince sul traguardo di Piancavallo, ma con Tonkov e Zulle sulle sue tracce.

Per la quindicesima tappa l’appuntamento è con il cronometro e come da previsione Zulle fa il vuoto, con Pantani che scivola a 3’48” e con Tonkov a 2’02” dallo svizzero. Sembra davvero dura per il Pirata, ma che sarà mai per un uomo che ha saputo battere il destino più volte. E poi la strada comincia a salire, è il momento di Marco Pantani.

Il primo appuntamento con le Alpi è per il 2 Giugno, con l’arrivo a Selva di Val Gardena. E’ Giuseppe Guerini a vincere la tappa, ma è Marco Pantani finalmente a vestire la maglia rosa, con Tonkov che giunge al traguardo con 2’04” dalla coppia azzurra e Zulle perso a 4’37”.

Ma il destino del Giro d’Italia 1998 si compie il 4 Giugno con l’arrivo a Plan di Montecampione. E’ una battaglia tra Pantani e Tonkov, perché ormai Zulle è perso a mezz’ora di ritardo. Il russo è veramente un duro, Marco cerca di scrollarselo di dosso, ma Tonkov non molla mai, finché a due chilometri dal traguardo rimane sui pedali all’ennesimo attacco di Pantani. Il Pirata stacca di un minuto l’avversario, il Giro è suo.

Arriva il Tour

Archiviato il Giro, per Marco Pantani inizia la missione Tour de France. E’ un tour particolare quello del 1998, con lo scandalo che porta all’arresto di Willy Voet, massaggiatore della Festina trovato in possesso di grandi quantità di prodotti dopanti, vicenda che porta all’esclusione della stessa Festina dalla Gran Boucle il 17 Luglio e successivamente al ritiro di alcune squadre.

Sportivamente parlando, Marco nelle prime sette tappe fa fatica, pagando il solito dazio a cronometro al solito Ullrich, con un ritardo in classifica generale di quasi 5 minuti.

Ma quando la strada comincia a salire la storia cambia. Nella decima tappa Pau – Luchon Pantani arriva secondo e nella successiva con l’arrivo a Plateau de Beille taglia per primo il traguardo recuperando quasi tre minuti alla maglia gialla.

Ma è con la quindicesima tappa che il Pirata fa il vuoto dietro di se. Si arriva a Les Deux Alpes e c’è da scalare il Col du Galibier a 50 km dall’arrivo, le condizioni climatiche sono terribili, ma l’appuntamento con la storia è scritto. Ullrich è schiantato con un ritardo di 9 minuti e la maglia gialla è di Marco Pantani, che arriva solitario sul traguardo.

L’ultimo ostacolo tra Pantani e gli Champs-Élysées è la penultima tappa, una cronometro individuale di 52 Km, dove Jan Ullrich fa la sua parte dando 2’35” al Pirata, ma non bastano, Marco Pantani ha vinto il Tour de France, con una storica accoppiata con il Giro, entrando direttamente nella storia del ciclismo.

Dopo i trionfi

Marco Pantani è probabilmente lo sportivo più amato in Italia, solo Alberto Tomba ha saputo avvicinare l’entusiasmo ed il coinvolgimento generato dal Pirata. Vedere il romagnolo in salita è uno degli spettacoli sportivi più emozionanti mai visti.

Il 1999 pare essere ancora l’anno del Pirata, il Giro inizia alla grande e pare che Marco non abbia avversari. Semplicemente li spazza via, come si fa quando si scaccia una mosca.

Si prende la maglia rosa già all’ottava tappa, sul Gran Sasso, una salita che non dovrebbe già fare la differenza, ma non per il Pantani del 1999, praticamente un alieno. Nella tappa di Oropa addirittura, Pantani è vittima di un salto di catena a pochi km dal traguardo, ma lui risale in bici recupera e stacca tutti vincendo in solitaria.

Seguono le vittorie dell’Alpe di Pampeago e di Madonna di Campiglio, poi l’epilogo che tutti conosciamo, con quel valore dell’ematocrito alto che ferma Marco Pantani.

Mi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta, però, abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile

La sospensione è di quindici giorni, potrebbe partecipare al Tour, ma il colpo è troppo duro, questa volta Marco non si rialza.

Il 2000 offre gli ultimi scampoli di gloria al Pirata, con due vittorie al Tour dopo le quali è costretto al ritiro per problemi intestinali, ma Marco non è più lui, quello stop dell’anno prima è stato un colpo da ko.

Continua a pedalare fino al 2003, quando partecipa ancora al Giro d’Italia, ma la mente di Marco ormai è da un’altra parte, troppi demoni lo tormentano e non lo lasciano più in pace.

La salita. La salita è ciò che fin dagli esordi ha simboleggiato le gesta d Marco Pantani ed ora invece per il Pirata c’è solo una breve e violenta discesa, verso il 14 Febbraio 2004, verso la stanza D5 del residence “Le Rose” di Rimini, dove finisce la storia terrena di Marco Pantani, una storia che lascia dietro di sé rimpianti, dolore, rimorsi, ma soprattutto l’amore sconfinato per uno dei più grandi campioni della storia sportiva italiana.

 

 

You may also read!

italia - macedonia

6 Ottobre qualificazioni mondiali, Italia – Macedonia

“Stadio Olimpico-Grande Torino” di Torino venerdì 6 ottobre alle ore 20,45 Italia – Macedonia Il confronto del 2 Settembre

Read More...
roma - atletico

Roma – Atletico per l’esordio in Champions League

In vista di Roma – Atletico, gara di esordio in Champions League in programma martedì allo stadio Olimpico, Eusebio

Read More...
tour di vinicio capossela

A Novembre, parte il tour di Vinicio Capossela

Partirà il 16 Novembre da Messina il tour di Vinicio Capossela, che toccherà vari teatri italiani nella parte finale

Read More...

Leave a reply:

Your email address will not be published.

Mobile Sliding Menu